Parma Pallamano 1970

Se ne è andato un nostro amico. E’ morto il giornalista Guido Sani

Si è spento un amico della pallamano di Parma. E’ venuto a mancare Guido Sani, da anni cronista, per la Gazzetta di Parma, per il nostro e per altri sport.

Gli anni potevano essere tanti, 82, ma lo spirito era sempre quello di un ragazzo.

Amico di tutti, amava scherzare e goliardicamente “prendere e prendersi in giro”, senza però mai offendere nessuno, col solo scopo di fare un gioco tra “giovani”.

Anche ultimamente, con la salute che già gli causava problemi, non mancava di telefonarci per avere notizie sulla prossima stagione, per poter confezionare quelle poche righe (e questo era sicuramente un suo cruccio) che il suo giornale avrebbe destinato alla pallamano.

Ultimamente era rimasto molto contento del fatto che Parma ritornasse in A2 nella prossima stagione, convinto così di assistere a partite di un livello adeguato alla tradizione della pallamano della sua città.

Ci mancherà la sua presenza in quello che da anni era il suo “posto”, la sedia di fianco al tavolo dei classificatori e vicina a quella del medico di turno, molto spesso giovani laureati con cui amava scherzare e da cui si faceva aiutare nel documentare gli autori delle reti.

Ci mancherai GUIDO, CIAO da tutta la pallamano di Parma e provincia.

 

Di seguito il collegamento alla pagina web che il suo giornale, la Gazzetta di Parma, gli ha dedicato stamane:  LINK

 

P.S. 2 righe a livello personale.

Quando gli ho comunicato che, dalla prossima stagione, avrei terminato il mio incarico di responsabile della comunicazione di Parma Pallamano (e questo è probabilmente l’ultimo articolo che porterà la mia firma) Guido si è dimostrato molto dispiaciuto e, nonostante fosse esterno all’ambiente, le ha provate tutte per convincermi a desistere dalla mie intenzioni. Ricordo con molto affetto quei discorsi e quelle telefonate di pochi mesi fa, dove traspariva che la sua insistenza non era tanto per un interesse personale (le informazioni le avrebbe avute anche da altri) ma una questione di stima, di un affetto reciproco che si era creato negli ultimi 6 anni del mio incarico. Ma dell’ultima telefonata ricordo anche la sua tristezza per non poter affrontare adeguatamente tutto quello che avrebbe voluto fare per via di quella “strana malattia” da cui non riusciva a guarire.

Lo voglio ricordare con una foto che ho amato da subito, una fotografia che gli feci all’improvviso (non amava essere fotografato) al termine di una partita nel mese di febbraio di quest’anno

CIAO GUIDO.

Paolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *